Consorzio per la tutela del nome
Bresaola della Valtellina

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QUADRO ECONOMICO

Nel corso del 2009 la produzione di Bresaola ha raggiunto le 17.000 tonnellate (rapporto Assica 2009).

La quota di Bresaola della Valtellina IGP è di 11.250 tonnellate (pari a circa il 66% del totale prodotto), per un valore franco stabilimento di circa 190 milioni di Euro.

La produzione coinvolge complessivamente 16 aziende dislocate nell'ambito della zona tipica di produzione, che coincide con il territorio della Provincia di Sondrio, per un totale di circa 1200 addetti tra diretti ed indotti nella filiera di produzione.

Per ciò che riguarda i consumi, ormai da diversi anni, sostenuta dai nuovi stili alimentari e in virtù delle sue riconosciute valenze salutistiche, la bresaola è entrata stabilmente nelle abitudini di acquisto degli Italiani, anche se è nel periodo estivo che il consumo del prodotto registra un decisivo aumento.

La vendita è rappresentata per lo più dal prodotto da taglio, ma il preconfezionato in vaschette multiformato in atmosfera protettiva, che occupa il 28,42% è continuamente in crescita (+2,35% rispetto al 2008) in considerazione delle rilevate tendenze del mercato, sempre più orientate verso l'acquisto di prodotto fresco, igienicamente sicuro e al tempo stesso pronto al consumo.

L’export rappresenta circa il 13% del totale per oltre 2.200 tonnellate di prodotto(rapporto Assica 2009). Svizzera, Francia, Germania, Regno Unito e Austria sono i principali Paesi di destinazione delle esportazioni, ma altri Paesi costituiscono interessanti sbocchi commerciali: tra gli altri Belgio, Danimarca, Svezia e Russia. In oriente: Libano, Emirati Arabi e Hong Kong.

La Bresaola della Valtellina giunge assai gradita nei Paesi asiatici, ed in particolare in quelli islamici, da questi ricercata per essere l'unico salume prodotto con carne di manzo.

 

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